Cosa può fare il pasticcere dilettante e pigro a Bordeaux, una domenica mattina, con meno di 10 euro? Quarta parte.

Se Bordeaux fosse un dolce? Per me sarebbe indubitabilmente un “puits d’amour”. Quando ero bambino abitavo un’altra città, si chiamava Bordeaux, ma non era la Bordeaux di oggi. Era una città portuale colpita dalla crisi economica, una Bordeaux nera e sporca che puzzava di gasolio, di vinaccio e di marea. Il mercoledi pomeriggio, mia madre ci portava, mio fratello ed io, alla piscina Judaique per prendere dei corsi di nuoto. L’orrenda piscina Judaique con il suo bacino olimpico, le sue acque nere e fredde che puzzavano di candeggine. Quando uscivamo affamati dalla piscina, dovevamo camminare fino a piazza Gambetta dove c’era la nostra fermata d’autobus e mia madre non mancava mai di fermarsi in una pasticceria della via Judaique che si chiamava la “casa del pozzo d’amore” dove venivamo per qualche franco ingozzati di “puits d’amour”. Inutile dire che i corsi di nuoto si sono prolungati per mesi! qualche anno fa, la pasticceria ha chiuso perché il “puits d’amour” non era più di modo, sostituito da un dolce completamente sconosciuto a Bordeaux quando ero bambino: il canelé. E gli amanti del “puits d’amour” dovevano andare fino a Captieux, una cittadina persa a sud di Bordeaux, sul confine con il dipartimento delle Landes, nell’immensità della foresta delle Landes di Guascogna, dove la pasticceria Seguin manteneva questa tradizione del pozzo d’amore. E poi, questa pasticceria Seguin ha avuto un po’ di compassione per tutti questi bordolesi che facevano gli ottanta km fino a Captieux per acquistare qualche pozzo d’amore e soccombare a questa nuvola di crema pasticcera (chiboust) caramellata e ha aperto una seconda pasticceria a Bordeaux dietro il parco Bordolese…Se venite a Bordeaux, non mancate questo dolce tipicamente bordolese!