In cui l’autore vi racconta la storia di una parola bordolese mettendo due “gueille” nella valigia per Milano!

I diversi modi di dire mocio in Francia metropolitana secondo le regioni. Notate che il termine comune per dire mocio in francese è serpillère.

Gueille (si pronuncia gheiiii in italiano) è un parola usatissima nella mia famiglia. All’origine, gueille viene dal guascone ghèlha (si pronuncia allo stesso modo di gueille) e designava un cencio, uno straccio, un vestito logoro. Gueille in bordolese apparteneva anche al mondo della viticoltura e la gueille era un pezzo di stoffa che si metteva tra il tappo e la botte per renderla stagna e nello stesso tempo la gueille faceva respirare il vino. La gueille era sempre bagnata di vino. Oggi ci sono i tappi di silicone, una volta c’erano soltanto le gueille. Dunque gueille ha un doppio senso in bordolese come lo scoprirete sotto. Nella mia famiglia, la gueille è semplicemente un indumento e non importa che indossate un vestito usato o nuovo, che viene da Chanel o da un negozio di cianfrusaglie, che l’avete pagato una cifra astronomica oppure tre franchi sei soldi  perché, per i membri di mia famiglia, sarà comunque una gueille. Oh no, non ho più una gueille da indossare! Sono i saldi, andiamo a comprare qualche gueille! E dunque, per noi, gueille non è una parola pregevole o spregevole, è una parola neutra, ma è un’evoluzione propria. In bordolese, la parola ha un senso solo negativo: Oh questo vestito è una gueille! (di pessima qualità), non vai comunque a indossare questa gueille, no? Guarda questa donna come è vestita da gueille!…ecc. È che la gueille in bordolese è non solo il vestito, ma anche lo strofinaccio, il panno che usate per asciugare le stoviglie, il mocio per lavare la casa. Dunque questo è il primo senso della parola gueille nel senso di vestito o di straccio.

Poi c’è un secondo senso di gueille, un senso figurato che riguarda il fatto che la gueille in viticoltura era questo straccio sempre bagnato di vino tra il tappo e la botte. Dunque una gueille è una persona debole, che non regge sulle sue gambe come qualcuno che è ubriaco. Braccia da gueille, gambe da gueille. Quel calciatore è una vera gueille, sta cadendo appena un avversario lo tocca. Una gueille è una persona che ha una costituzione debole, che cade a ogni soffio di vento,  che si ammala subito per qualsiasi cosa; che non sopporta di bere più di un bicchiere di vino. Una gueille è anche qualcuno che ama ubriacarsi, un alcolizzato. Si dice aver le gambe da gueille oppure aver il naso da gueille per designare un ubriacone. Gueille riguarda anche l’acqua. Per esempio, se rientrate a casa, completamente bagnato  perché avete dimenticato l’ombrello, ci sarà sempre qualcuno per dirvi che siete una gueille oppure un gueillous che è anche peggio con questo suffisso in “ous” per precisare che siete bagnato fradicio….Caspita, ma perché non entrano nella valigia queste due “gueille?” Ma sono una vera “gueille” che ora non riesco più a chiuderla! 🙂

 

5 thoughts on “In cui l’autore vi racconta la storia di una parola bordolese mettendo due “gueille” nella valigia per Milano!

  1. Burazzo (mudnès) Straccio, Strofinaccio, Canovaccio…Torchon et Chiffon les plus connus. Quant à gueille è difficile da pronunciare nonostante la tua trascrizione fonetica.

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    • E dire che prima di questo viaggio a Milano, non pensavo che potesse esistere una città più sporca di Parigi! Mamma mia che degrado! 😉 🙂 🙂 🙂

      Buona domenica mia cara Monica,

      Alex

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