Racconto della Duna Verde. Quinta e ultima parte.

Nella prima parte del racconto, abbiamo visto che Guglielmo Orfayre ha stretto un patto con il Diavolo e che, in cambio di denaro, lui deve recarsi, dopo un anno e un giorno, alla Duna Verde per incontrare il suo creditore. Nella seconda parte, abbiamo visto che non è tanto facile di raggiungere la Duna Verde. Nella terza parte, abbiamo visto che anche il Diavolo ha i suoi problemi familiari. Nella quarta parte, abbiamo visto che questo racconto sa un po’ di mitologia. Nell’ultima parte vedrete che….no, non dico niente.

…Come avete fatto per attraversare? gridò il Diavolo.

– Lei vede questa pietra? Abbiamo messo il piede sopra, poi abbiamo saltato.

Il Diavolo ci si precipitò, ma la pietra era soltanto della spuma grigia. Colò a picco e annegò.

Sbarazzato del Diavolo, i giovani sposi tornarono verso Bordeaux.

– Soprattutto, disse Ridiscette, la più giovane figlia del defunto Diavolo, prima di entrare nella casa dei tuoi genitori, non devi abbracciarli perché altrimenti mi dimenticheresti.

Ma Guglielmo Orfayre fu tanto contento di vedere i suoi genitori, che la prima cosa che fece il medocchino fu di abbracciarli.

Allora, Ridiscette, la più giovane figlia del defunto Diavolo, svanì.

Guglielmo Orfayre ne fu infelice e, per mesi, cercò la moglie ovunque nel Médoc e in tutta la Gironda.

Un giorno che era in compagnia di due amici, si recarono in un “albergo” del quartiere Meriadeck di Bordeaux. Entrarono e viderono una bellissima ragazza. Il primo amico le disse:

– Vorrei andare a letto con lei.

– D’accordo, ma saranno mille scudi.

Detto questo, lei andò chiudersi in camera e come aveva dimenticato di chiudere le persiane, l’uomo andò per chiuderle. E non poté impedirsi di spalancare e di chiudere le persiane per tutta la notte.

L’indomani sera, tornarono “all’albergo”. E il secondo amico di Guglielmo Orfayre volle anche lui entrare nella camera della bellissima ragazza. Allora lei, gli chiese di andare a cercare acqua. Soltanto lui, non poté impedirsi di tirare acqua dal pozzo del cortile per tutta la notte.

Finalmente, solo la terza sera, Guglielmo Orfayre osò parlare con la ragazza.

– Come! Non mi riconosci?

– No.

– Sono Ridiscette, la più giovane figlia del defunto Diavolo, tua moglie!

E andarono a letto, ma per il resto, lo lascio alla vostra immaginazione. Per quanto mi riguarda, il mio racconto finisce qui.

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