Botanica: La Santa Trinità dell’autore di questo blog!

In primavera, prima della piena stagione delle zanzare, ci sono tre pellegrinaggi botanici rituali da fare per un indigeno del Médoc. Purtroppo quest’anno, a causa di questo fottuto covid-19, sono riuscito a fare solo il terzo. Il primo si svolge all’inizio di aprile per ammirare i milioni di campanellini che fioriscono nella palude di Labarde e lungo le rive della Gironda. Il secondo si svolge ai primi giorni di maggio quando fioriscono gli asfodeli nei boschi di querce dell’estuario, l’asfodelo è il fior emblematico del sud della penisola del Médoc. Il terzo si svolge quando fioriscono i rododendri giganti delle lande perse di Saint-Queyran (tra la seconda settimana di maggio fino alla fine di maggio). È un pellegrinaggio particolare. Ci si vuole camminare in silenzio, non toccare niente. La vecchia gente dice che, una volta in quel posto, c’era il Paese di Saint-Queyran e che sono i suoi abitanti, massacrati 567 anni fa, che li coltivano. Vero, falso? Comunque una cosa è certa, come loro prima, io non sarò mai dalla parte del giglio…. 

Médoc: Un pomeriggio nella foresta di rododendri di Saint-Queyran!

Due anni fa, fu la mala jornada come la chiamiamo pudicamente in guascone. Questa maledetta giornata del primo novembre 1450 dove noi bordolesi, assediati da mesi dall’artiglieria francese, disperati e affamati, siamo usciti da Bordeaux per fronteggiare questo bastardo francese di Carlo VII e il suo esercito nelle grandi paludi a Nord di Bordeaux. Siamo stati tagliati a pezzi dai cannoni francesi e il nostro sangue ha colorito di rosso tutti i fiumi del Sud Médoc. Dopo cento anni di guerra, non resta quasi niente della nostra cara Guascogna e dire che abbiamo dato dei Re all’Inghilterra! Ormai l’Aquitania è ridotta a Bordeaux e alle sue lande. Abbiamo fatto finta di accettare l’autorità di quei maledetti francesi aspettando di ricostruire le nostre forze e abbiamo segretamente chiamato in aiuto i nostri alleati inglesi. Il 22 ottobre 1452 è stata una doccia fredda quando è sbarcato a Bordeaux un esercito inglese di solo 4000 uomini con alla loro testa John Talbot. E invece il vecchio leone inglese che ha terrorizzato i francesi per decenni ha saputo galvanizzarsi con le sue parole ed è stato un grande giorno di festa nelle vie di Bordeaux. Abbiamo ripreso speranza perché il nostro vecchio Talbot vale dieci Carlo VII e ognuno valoroso guascone più di mille soldati francesi alla guerra. Battaglia dopo battaglia, abbiamo respinto gli invasori e riconquistato una dopo l’altra tutte le città della Gironda. La guerra si è spostata all’Est della Gironda durante l’estate 1453. Non abbiamo abbastanza uomini per difendere il nostro territorio e i mercenari francesi ne hanno approfittato per invadere di nuovo il Médoc. Qualche giorno fa, abbiamo ricevuto una notizia terrificante. Il borgo di Saint-Queyran è stato rasato al suolo da questi maledetti francesi. Una nuova mala jornada. Gli abitanti sono stati tutti sgozzati, eviscerati, impiccati. Uomini, donne, bambini. Nessuno è sopravvissuto al saccheggio. Il prezzo da pagare per il nostro tradimento ha ridacchiato il bastardo francese. Allora noi che abbiamo già perso tanto, in quel bel giorno di luglio, in un campo in riva alla Dordogna, davanti alla città di Castillon, c’è ne freghiamo alla grande di questo fottuto Carlo VII e della sua artiglieria, del tradimento del Re d’Inghilterra che non ci invia mai i rinforzi promessi e che ha abbandonato il buon Talbot. Noi ci crediamo e ci crederemo fino al nostro ultimo soffio alla nostra vittoria finale. Oggi, molti di noi non vedranno la prossima vendemmia. Ma già il vecchio Talbot dà l’ordine dell’attacco e ci mettiamo a caricare allegramente i 300 cannoni puntati su di noi dai francesi….

Sto camminando nella foresta di Saint-Queyran seguendo il corso pigro di uno di quei fiumi colore ruggine che chiamiamo “jalle” nel Médoc. Il caldo è massacrante. Ci vogliono delle buone scarpe perché un incontro con una vipera è una cosa banale. Poi non ci vuole dimenticare la lozione antizanzare perché ce ne sono di quelle nuvole di zanzare lungo i fiumi che percorrono la foresta. Notate che è qualcosa che mi impongo perché avrei potuto tranquillamente restare al fresco sul bellissimo sentiero didattico forestale sistemato dal comune di Saint-Laurent, ma c’era presente un gruppo di escursionisti che parlava forte e io avevo bisogno di silenzio e di solitudine. L’immensa foresta di Saint-Queyran è conosciuta solo dalla gente della zona eppure è probabilmente la più bella passeggiata da fare nel Médoc a metà maggio. Figuratevi che dentro questa foresta tipica del Médoc c’è ne un’altra costituita da rododendri giganti che lanciano i loro rami verso il sole. Una bellezza quei rododendri da togliervi il fiato. Conosco altre foreste nel Médoc dove crescono  rododendri ed è sempre la sempre storia, a prossimità c’è uno château o un’antica proprietà e qualche rododendro, più temerario degli altri, è scappato verso la foresta. Ma davvero niente di paragonabile con quello che potete vedere a Saint-Queyran. Anche a Saint-Queyran si dice che all’inizio c’era una riserva di caccia di un ricco proprietario bordolese e che tutti quei rododendri centenari sono i soli resti di questa proprietà. Io non ci credo affatto che questi rododendri si siano misteriosamente naturalizzati in questo pezzo di foresta riparia persa in mezzo delle pinete industriali di pini marittimi. C’è qualcosa che viene da più lontano dietro. Una magia che sentite appena penetrate nella foresta. Non dubito che i rododendroni siano stati piantati nel XIX secolo da un ricco bordolese. Invece ho la certezza che sono gli antichi abitanti martiri del paese di Saint-Queyran che sorgeva in quel posto che li coltivano e che ci offrono tutta questa bellezza ogni anno in maggio.